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FAQ

Sono un pensionato INPS. Se mi trasferisco in Portogallo ho diritto alla “defiscalizzazione” in Italia della mia pensione?

Si. La pensione INPS che percepisci in Italia è perfettamente compatibile con quanto previsto dalla Convenzione bilaterale Italia-Portogallo. La convenzione tra i 2 paesi sancisce il diritto di essere tassati in un solo Paese, evitando in tal modo di essere tassato 2 volte.

In altre parole se vai a vivere in Portogallo e ti farai accreditare lì la pensione, avrai diritto alla pensione “lorda” italiana e non pagherai tasse per i primi 10 anni.

Vuoi ricevere in pdf la convenzione originale? Mandami una email (utilizza la pagina dei contatti) e sarò felice di inviarti non solo la convenzione italo-portoghese ma anche la “Normativa fiscale INPS residenti all’estero” nonchè il “Código Fiscal do Investimento” della “Autoridade Tributaria e Aduaneira”, ovvero l’Autorità Fiscale e Doganale portoghese, praticamente la nostra Agenzia Entrate.
 

Non sono ancora in pensione. Posso usufruire anche io dei vantaggi fiscali riservati ai pensionati?

Si. Con 2 differenze:

  • Pensionato a breve: se andrai a breve in pensione, potrai usare questo lasso di tempo per fare un viaggio all’avanscoperta, in un Paese meraviglioso e decidere in quale zona trasferirti, se in villa o in appartamento, se in città, oppure mare o campagna.
  • Pensionato tra qualche anno: se ti mancano ancora diversi anni alla pensione, ti ricordo che chi sceglie il Portogallo per avviare una iniziativa imprenditoriale potrà contare su un’aliquota fiscale forfetaria del 20% per 10 anni. In Italia è di oltre tre volte più elevata! La condizione necessaria è che si acquisisca la certificazione di “Residenti Non Abituali” in Portogallo.

Attenzione: gli ex INPDAP sono esclusi dalle agevolazioni (Art. 19 comma 2° della convenzione bilaterale).

 

Cosa guadagno realmente trasferendomi in Portogallo ?

Senza fare, per il momento, altri tipi di valutazione di carattere personale e reddituale, non v’è dubbio che il “Código Fiscal do Investimento” – approvato con il Decreto-Legge portoghese n.º 249 del 23 settembre 2009 –  ha istituito il regime fiscale agevolato per i “residenti non abituali“. Questo fatto costituisce un vantaggio senza precedenti in Europa e nel mondo!

Per ben dieci anni, infatti, i pensionati italiani potranno godere del loro assegno di pensione “al lordo”, cioè senza alcuna ritenuta fiscale alla fonte (in Italia) e senza dover versare alcunché in Portogallo per tutto il decennio di esenzione!

 

Mi spieghi Cosa significa essere “Residenti Non Abituali” ?

Essere Residenti Non Abituali significa che devi:
1) essere, ai fini fiscali, residente in territorio portoghese. Ovvero pagare le tasse in Portogallo;
2) non aver risieduto in territorio portoghese nei 5 anni precedenti all’anno in cui si richiede il diritto all’esenzione fiscale.

 

Posso continuare a tornare in Italia ?

Si, perchè no?

Ti ricordo però che per ricevere il lordo della pensione, per il Fisco italiano, oltre a pagare le tasse in Portogallo devi risiedere anche in Portogallo fisicamente per almeno 183 giorni/anno e devi essere iscritto all’AIRE – Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (ai sensi della Legge 470/1988).
 
Normativa fiscale residenti all’estero (Italiana)
Secondo la Legge italiana, chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti espressamente dalla legge stessa. Pertanto, i non residenti in Italia, se tenuti alla presentazione della dichiarazione al Fisco in Italia, dovranno utilizzare il Modello UNICO. 

In ottemperanza a quanto sancito dall’art.14 della Legge 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) al contribuente residente all’estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:

  • i siti Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate
  • gli sportelli self-service situati presso alcuni Consolati (Bruxelles, Toronto, Parigi, Francoforte, New York, Buenos Aires)
  • le pubblicazioni, le guide e le istruzioni disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate

 
Residenza Fiscale (Italiana)
Per essere considerati residenti all’estero esclusivamente ai fini fiscali, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
  • non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Importante: i sopra citati requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti.

Si è, inoltre, considerati residenti in Italia, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni.

Di seguito l’elenco dell’Agenzia delle Entrate della “Black List” dei paesi aggiornato al 2018

  • BAHAMAS, BARBUDA e BRUNEI;
  • GIBUTI, GRENADA e GUATEMALA;
  • ISOLE COOK, ISOLE MARSHALL e ISOLE VERGINI STATUNITENSI;
  • KIRIBATI;
  • LIBANO e LIBERIA;
  • MACAO e MALDIVE;
  • NAURU, NEVIS e NUOVA CALEDONIA;
  • OMAN;
  • POLINESIA FRANCESE;
  • SALOMONE, SAMOA, SAINT LUCIA, SAINT VINCENT E GRENADINE, SANT’ELENA, SARK, SAINT KITTS;
  • TONGA e TUVALU;
  • VANUATU.

 

Prima di partire è importante fare una pre-valutazione ?

Si, molto importante. L’esenzione portoghese dalle tasse per un periodo di 10 anni, determina un ovvio vantaggio per il pensionato. Essere mono o pluri-reddito ti permetterà di focalizzare il modello organizzativo adatto a te.

Prima di tutto diamo uno sguardo al prospetto di liquidazione rilasciato dall’INPS oppure al tuo cedolino di pensione. Prendiamo quindi il dato “lordo” e andiamo a individuare il ricavo marginale di dieci anni, considerando le canoniche tredici mensilità annue.

Molto onestamente devo dire che – ad oggi – una situazione di benessere in Portogallo prevede avere una pensione italiana lorda almeno non inferiore ai mille Euro mensili.

Trasferirsi in un Paese straniero, anche se in Europa seppure accogliente come il Portogallo, comporti l’assunzione di nuovi oneri che devono essere esaminati e valutati attentamente prima di prendere una decisione definitiva (spese di prima sistemazione, oneri di viaggio, affitto mensile, utenze varie ecc..).

Giusto per fare un esempio pratico, con una pensione netta in Italia di 1400,00 € al mese, in Portogallo si percepiranno per dieci anni circa 1800,00 € per 13 mensilità (la pensione lorda senza alcuna ritenuta fiscale). Voglio precisare che questo è un dato esemplificativo (ma abbastanza indicativo…) *.

Notiamo subito che avrai un incremento di circa 400,00€/mese, moltiplicati per 13 mensilità, sono 5.200,00€ annui, netti in tasca tua.

Quindi, nei 10 anni defiscalizzati in Portogallo, avrai un risparmio effettivo di ben 52.000,00€. Cosa ne pensi? Meglio in tasca tua o in quella del Fisco italiano?

* Tengo a precisare che non è sufficiente eseguire una semplice proporzione tra i diversi importi pensionistici percepiti perchè con l’aumentare del reddito si incrementa l’aliquota fiscale; e viceversa.

 

Quanto costa la vita in Portogallo ?

Il Portogallo è una nazione all’interno della UE. Ha elevati standard di assistenza sanitaria e tutto quello che trovi in Italia lo troverai anche in Portogallo. Stiamo quindi parlando di un Paese moderno, tecnologicamente avanzato ma ancora – questa è la cosa bella – dai “costi” contenuti.

Vivere in Portogallo in media costa il 30% in meno rispetto all’Italia. Tuttavia se sei abituato al costo della vita in grandi città come Roma o Milano il risparmio può anche essere maggiore. Inoltre andare a vivere nell’Algarve (sud del Portogallo) ti costerà un poco di più che andare a vivere al nord. Diciamo che un valore medio del 30% è un dato indicativo ma reale.

 

 

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