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Trovare lavoro in Portogallo

Con l’introduzione nel 2009 in Portogallo del regime fiscale agevolato per i “residenti non abituali“, il Paese ha attirato pensionati da tutta Europa. Negli anni il Portogallo quindi si è distinto come Paese in cui cambiare vita.

In realtà il Portogallo – colpito da una grave crisi Economica a cavallo del 2010 – ha saputo superare i momenti bui attuando il “Código Fiscal do Investimento“, approvato dal Decreto-Lei n.º 162/2014 e attuato con la Lei n.º 114/2017, con principale obiettivo quello di promuovere la competitività dell’economia portoghese, il mantenimento di un contesto fiscale favorevole agli investimenti, la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento del capitale delle imprese.

Il nuovo “Codice Fiscale degli Investimenti” va a rafforzare i vari regimi di agevolazioni fiscali per gli investimenti (con particolare attenzione alla creazione o al mantenimento di posti di lavoro, soprattutto nelle regioni meno favorite), e li adatta al nuovo quadro legislativo europeo per gli aiuti di Stato per il periodo 2014-2020.

Le principali modifiche sono:

  • l’aumento del massimale del credito d’imposta IRC
  • l’aumento degli investimenti nelle regioni svantaggiate (ovvero zone con un potere d’acquisto pro capite inferiore alla media nazionale), che creano o mantengano posti di lavoro e che contribuiscano all’innovazione tecnologica o alla protezione dell’ambiente.

In base al regime fiscale di sostegno agli investimenti (RFAI), il nuovo regime fiscale aumenta anche il limite del credito d’imposta IRC, estende il periodo di esenzione della tassa comunale sulla proprietà, incoraggia ed incentiva “l’imprenditorialità, l’innovazione e favorendo la creazione di società con strutture patrimoniali salutari“.

Lavorare in Portogallo per italiani

Queste premesse servono a capire come il Paese si sia dotato di tutti quei strumenti fiscali, finanziari ed economici per superare il periodo di crisi economica.

Trasferirsi in Portogallo quindi non è meta solo per i pensionati nostrani ma anche per tutte quelle persone che hanno voglia di reinventarsi o ricominciare in un Paese straniero, comunque Europeo e non troppo dissimile dall’Italia.

Leggendo i primi paragrafi ti sarai reso conto come il Professionista italiano, trasferendosi in Portogallo, abbia importanti e concreti vantaggi fiscali nel trasferire la sua attività nel Paese di “Cristiano Ronaldo”.

Primo passo da fare è imparare la lingua portoghese, sia parlata (per essere in grado, una volta arrivato in Portogallo, di muoverti senza problemi sia nel lavoro che nella vita quotidiana) sia scritta (per almeno capire cosa stai firmando…).

Puoi iniziare a studiare il portoghese ancora in Italia ma i progressi maggiori li otterrai vivendo in loco. Una volta arrivato in Portogallo, dopo il primo periodo di ambientamento, inizierai a cercare lavoro.

Trovare lavoro come Professionista e/o Imprenditore

I redditi prodotti in Portogallo da “residenti fiscali non abituali” (leggi qui cosa significa) permetterà al titolare di beneficiare dell’applicazione di una tassa ridotta di IRS del 20%, sempre che tali redditi derivino dall’esercizio di attività ad alto valore aggiunto, come definite dalla Legge più sopra indicata. Le figure interessate sono, in dettaglio:

  • Architetti, ingegneri e tecnici similari;
  • Artisti plastici, attori e musicisti;
  • Revisori e consulenti fiscali;
  • Medici e dentisti;
  • Professori universitari;
  • Psicologi;
  • Professioni liberali, tecniche e assimilate;
  • Quadri superiori;
  • Investitori, amministratori e gestori.

Trovare lavoro come dipendente

Il primo passo per trovare annunci lavorativi è naturalmente quello di ricercarlo su internet.

Ti indico una lista di siti da cui partire con la ricerca lavorativa:

 

1- Fai un curriculum con informazioni chiare e obiettive

È importante specificare nel curriculum la disponibilità a risiedere in Portogallo a lungo termine. Inoltre, le aziende portoghesi apprezzano l’esperienza professionale del candidato, specialmente se italiano.

2 – Oltre Lisbona

Lisbona non è l’unica opzione. Ci sono molte altre città portoghesi per trovare lavoro, come Porto, Coimbra, Braga e Algarve. Controlla le posizioni compatibili con il tuo profilo nei vari siti di Job recruiting.

3 – Competenza in inglese

Oltre a parlare correttamente l’italiano, conoscere il portoghese, il candidato deve padroneggiare anche la lingua inglese. Le aziende considerano questa una delle caratteristiche essenziali poiché l’economia del turismo è particolarmente importante e ogni anno – anche se in maniera stagionale – le offerte di posti di lavoro sono moltissime, soprattutto nelle regioni del paese con più afflusso turistico.

4 – Sii flessibile

Quando cerchi un lavoro, sii flessibile. Inizia anche con lavori stagionali per poi intraprendere una carriera lavorativa duratura, magari in una multinazionale.

5 – Rimanete sintonizzati per le tendenze del reclutamento

In Portogallo, alcune aree offrono più posti di lavoro di altre, sia nel turismo che nel commercio. Pertanto, cerca di conoscere quali sono le tipologie professionali più ricercate dalle aziende portoghesi. Arriverai prima degli altri.

6 – Conosci tutto il Portogallo

Prima di fare i bagagli, è molto importante attingere quante più informazioni possibili sul Portogallo. Scandaglia a fondo ogni singola informazione: dal costo della vita al mercato del lavoro, dalle opportunità di studio al tipo di economia che troverete. Solo allora sarà possibile sapere se vale la pena veramente di cambiare Paese.

Cosa mi devo sapettare dal mercato del lavoro portoghese nel 2018?

Prima di iniziare la ricerca di un lavoro in Portogallo 2018, è necessario conoscere le aspettative per il mercato per l’anno in corso e la tendenza per gli anni a venire.

  1. Basso tasso di disoccupazione  Il Portogallo ha uno dei più bassi tassi di disoccupazione nella zona euro (8,9%). Secondo l’Istituto nazionale di statistica (INE), l’indice è il più basso mai registrato dal paese dal 2008. Per avere un’idea, a Febbraio 2018 il tasso di disoccupazione in Italia era al 10,9%.
  2. Area tecnologica in crescita – Il Portogallo è uno dei paesi in Europa che genera più posti di lavoro, almeno questo è quanto sottolinea l’Eurostat. Migliaia di posti vacanti vengono aperti ogni anno, in particolare per i professionisti del settore dell’ingegneria del software.
  3. Aree prive di lavoro – Gli stranieri, interessati a trovare un lavoro in Portogallo, hanno bisogno di tenere d’occhio le aree che non sono servite. L’industria metallurgica, ad esempio, ha bisogno di 28 mila lavoratori e non trova professionisti nel paese.
  4. Quattro società su dieci assumeranno nel 2018 – Uno studio, condotto dalla società di consulenza “Mercer | Jason Associates”, ha rilevato che quattro società portoghesi su dieci  prevedono di assumere collaboratori nell’anno 2018.Tieni d’occhio le piccole e medie imprese portoghesi. Il Governo portoghese stima che nel 2017/2018 verranno creati più di 70.000 nuovi posti di lavoro.
  5. Tieni d’occhio i posti vacanti alla fine dell’anno – Ci sono sempre posti di lavoro in Portogallo, in particolare a Lisbona, Porto e Algarve. Nel 2017 le aziende hanno avuto difficoltà a colmare le opportunità di lavoro temporaneo dell’anno. Quindi preparateti a sfruttare al meglio le offerte di lavoro temporanee del 2018.

I posti vacanti disponibili si concentrano non solo sul turismo, ma anche su settori come il commercio, la distribuzione e la logistica.

Pronti a salire e tentare la fortuna sul suolo lusitano? Buona fortuna!

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